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D.M. 18/09/2001 n. 468- Tipologia dell'intervento. Bonifica area industriale ex Liquichimica. - Perimetrazione. Il sito, avente una superficie di circa 6 ettari e ubicato in località Consorzio ASI in agro del comune di Tito a circa 4,5 km dal centro abitato, si sviluppa su un'estesa area industriale (circa 6 ettari) quasi interamente dismessa, nella quale sono presenti fabbricati e impianti in parte demoliti o in evidente stato di abbandono, silos e serbatoi fatiscenti contenenti ammoniaca, vasche contenenti acque reflue e fanghi di depurazione, cumuli sparsi di rifiuti. Il sito è inquinato da rifiuti di diversa origine (speciali, pericolosi, assimilabili agli urbani) in quantità pari a circa 210.000 m3. In particolare sono state evidenziate le seguenti tipologie di rifiuti: fosfogessi; materie prime, prodotti e residui di lavorazione derivanti dalla produzione di concimi a base di fosforo; acque reflue di depurazione; scorie e polveri derivanti da attività siderurgica (Siderpotenza); materiali contenenti amianto o fibre pericolose sotto forma di cumuli o di elementi di copertura di capannoni contenenti amianto (eternit) in stato di evidente degrado con rischio di rilascio e dispersione eolica di fibre libere; strutture in c.a., capannoni abbandonati e serbatoi fatiscenti in parte da demolire ed in parte da recuperare. Per quanto riguarda la classificazione dei contaminanti nei rifiuti non può essere esclusa la presenza di contaminanti pericolosi organici, quali oli minerali e fenoli, derivanti dall'attività siderurgica e dalla produzione di concimi; è inoltre da considerare certa la presenza di contaminanti pericolosi inorganici quali: metalli pesanti, amianto, cianuri inorganici, acidi e basi. - Principali caratteristiche ambientali. L'area in oggetto è ubicata a circa m 780 s.l.m. lungo pendii a precaria stabilità a causa della presenza di terreni a componente essenzialmente argillosa, fortemente erosi dagli agenti esogeni. Le formazioni affioranti sono costituite da marne argillose, arenarie, scisti silicei e calcari. I sondaggi eseguiti nella zona hanno evidenziato la presenza fino a m 26 di profondità di terreni limosi passanti ad argillosi di bassissima permeabilità. di terreni limosi passanti ad argillosi di bassissima permeabilità. La falda, che ha un livello medio di circa m 8 sotto il p.c., raggiunge in inverno livelli massimi pari a m 2-3 sotto il p.c. La vastità dell'area, il pericolo connesso alla tipologia degli inquinanti (amianto) ed alla presenza di smaltimento di rifiuti industriali, l'instabilità dei versanti portano a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Il costo degli interventi è stato stimato in: messa in sicurezza: 2,95 miliardi di lire; bonifica: 22,45 miliardi di lire; totale 25,5 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. Sono state effettuate alcune analisi di campioni prelevati da cumuli di materiale di risulta, che hanno evidenziato valori piuttosto alti di metalli pesanti (cadmio, cromo esavalente e mercurio). - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. È stato elaborato un progetto di bonifica che prevede le seguenti azioni: demolizione dei fabbricati ed impianti non più recuperabili; messa in sicurezza e/o bonifica dei cumuli di rifiuti, delle aree o parti di fabbricati o impianti con presenza di amianto o comunque sostanze fibrose potenzialmente pericolose; monitoraggio durante le fasi di messa in sicurezza e/o bonifica; recupero di parti di fabbricati o impianti una volta bonificati. Calabria Comune - Località. Crotone - Cassano allo Jonio - Cerchiara. - Tipologia dell'intervento. Bonifica di aree industriali dismesse, della fascia costiera contaminata da smaltimento abusivo di rifiuti industriali e del relativo specchio di mare, di discariche abusive. - Perimetrazione del sito. L'area in oggetto comprende un territorio molto vasto, nel quale sono incluse: A) due aree industriali della ex Montedison e della Pertusola. B) discariche in località Tufolo e Farina; D) due aree, ubicate nei comuni di Cassano allo Jonio (località torrente Sciarapotolo) e di Cerchiara Calabra (località Massaria Chidichimo), di smaltimento abusivo di rifiuti industriali. L'industria della Pertusola ha stoccato all'interno dello stabilimento un volume elevato di ferriti di zinco. Le discariche di Tufolo e Farina sono prive di presidi ambientali (quali barriere di fondo, opere di captazione del percolato, sistemi di smaltimento acque superficiali, etc.) con notevoli volumi abbancati di rifiuti speciali, RSU, fanghi di depurazione civile e rifiuti alluvionali (alluvione 1996) e rappresentano un forte pericolo d'inquinamento sull'area circostante. La discarica sita in località Tufolo copre una superficie di 7 ettari e si trova a circa 4 km a sud di Crotone. La discarica ha iniziato la sua attività nel 1975. I rifiuti abbancati, il cui volume complessivo può essere stimato pari a circa 990.000 m3 costituiscono un rilevato alto circa m 20, le cui scarpate presentano problemi di stabilità. La tipologia dei rifiuti abbancati è la seguente: speciali, rifiuti solidi urbani, fanghi di depurazione civile, rifiuti provenienti dall'alluvione del 1996. Si sospetta la presenza di rifiuti sanitari e pericolosi. La zona demaniale è costituita dall'arenile ubicato di fronte all'area industriale della Pertusola e della ex Montedison, delimitato da un lato dalla foce del fiume Esaro e dall'altro dalla foce del torrente Passovecchio. Il tratto di costa in oggetto è interessato da smaltimento di rifiuti industriali speciali e pericolosi (ferriti di zinco e cromo, etc.). Sull'area, che ha una dimensione complessiva di circa 87.000 m2, sono stati smaltiti circa 300.000 m3 di rifiuti. I siti di Cassano allo Jonio e Cerchiara sono aree sottoposte a sequestro, riconducibili alla stessa tipologia d'intervento per la presenza di rifiuti industriali prodotti dalla Pertusola di Crotone, in particolare ferriti di zinco e cromo. - Principali caratteristiche ambientali. Nell'area della discarica affiorano terreni costituiti da depositi alluvionali e sabbiosi ad elevata permeabilità. L'area demaniale è sottoposta a vincoli paesistici e idrogeologici. Il pregio ambientale dell'area, la vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali, la pericolosità dei rifiuti abbancati senza alcuna opera di protezione, la vicinanza a centri ad elevata densità abitativa, inducono a ritenere lo stato di compromissione dell'area ad elevata pericolosità sanitaria ed ambientale. - Costi di messa in sicurezza e/o bonfica. Il costo complessivo degli interventi di bonifica è stato stimato pari a 62 miliardi di lire per le sub-aree A, B e C. Il costo di intervento nell'area D, comprensivo dei costi di caratterizzazione delle aree circostanti, è stato stimato pari a 20 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. I risultati di un primo studio di caratterizzazione indicano, all'interno dello stabilimento Pertusola, la presenza di una contaminazione diffusa da parte di metalli pesanti. I principali contaminanti sono: zinco, cadmio, piombo, rame e arsenico. Gli idrocarburi totali, ricercati nelle aree adiacenti ai serbatoi di stoccaggio, sono risultati presenti in concentrazioni inferiori ai limiti di accettabilità. Lo strato argilloso superficiale, laddove presente, costituisce una barriera alla migrazione dei metalli verso l'acquifero sottostante; tuttavia, la locale assenza di tale strato può favorire un contatto diretto fra riporto contaminato e depositi alluvionali sottostanti e pertanto determinare area a potenziale rischio di propagazione della contaminazione. Inoltre alte concentrazioni di metalli si riscontrano nelle acque sotterranee campionate in alcuni piezometri ubicati proprio in prossimità di aree in cui lo strato argilloso risulta assente. Il quadro qualitativo risultante da un successivo Piano di caratterizzazione ha confermato una pressochè totale contaminazione dei terreni di riporto presenti sul sito. I volumi di materiale che eccedono i limiti fissati dal Decreto ministeriale n. 471/1999 per utilizzo industriale, sono stimabili in circa 1.000.000 di m3. Per quanto riguarda la compromissione, ai sensi del Decreto ministeriale n. 471/1999, delle acque sotterranee è evidente una netta separazione tra area sud, storicamente sede degli impianti produttivi e di stoccaggi/ lagunaggi, e l'area nord in cui la contaminazione è essenzialmente collegata a fattori naturali (ad es. valori di fondo elevati nelle acque sotterranee in entrata per solfati e manganese). - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. In passato sull'area industriale della Pertusola è stato effettuato un intervento di bonifica, non risolutivo, consistente nella copertura e nella protezione perimetrale mediante diaframmi e muri in calcestruzzo armato di una discarica industriale presente nell'area. Emilia Romagna Comune - Località. Comprensorio ceramico di Sassuolo - Scandiano. - Tipologia dell'intervento. Bonifica aree industriali dismesse, di lavorazione della ceramica. - Perimetrazione del sito. L'area, che ricade nel territorio di nove comuni e due province, è sede di un sistema industriale complesso di rilievo internazionale. Il comprensorio ricade inoltre all'interno delle aree dichiarate ad elevato rischio di crisi ambientale. - Principali caratteristiche ambientali. Il Comprensorio ricade nelle aree di conoide e di pianura dei bacini Secchia e Panaro. Su parte del Comprensorio insiste un vincolo paesaggistico. I materiali affioranti sono di origine alluvionale (ghiaie e sabbie), ad alta permeabilità e notevole vulnerabilità. La falda superficiale è quasi affiorante mentre la profondità media sotto il piano campagna del principale acquifero regionale è di circa 30 metri. La vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali presenti nell'area, in parte soggetta a vincolo paesaggistico, la tipologia e pericolosità degli inquinanti (metalli pesanti) rendono lo stato di compromissione dell'area ad elevato rischio ambientale e sanitario. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Per la bonifica di tutti i 19 siti appartenenti al Comprensorio è stato stimato un costo globale di circa 100 miliardi di lire. Per la bonifica degli interventi ritenuti prioritari e la messa in sicurezza degli altri è stato previsto un onere di 30 miliardi al netto dei previsti cofinanziamenti. - Piano di caratterizzazione. Da elaborare. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. Emilia Romagna Comune - Località. Fidenza (Parma). - Tipologia dell'intervento. Bonifica aree industriali dismesse. - Perimetrazione. L'area d'indagine è stata interessata da diverse sorgenti d'inquinamento derivanti dall'attività delle industrie operanti sul sito. Fino alla fine degli anni quaranta, l'area è stata utilizzata da un'azienda della Montecatini -Montedison per la produzione di acido fosforico e fertilizzanti fosfatici. Successivamente l'area è stata utilizzata dalla Compagnia Italiana Petroli (C.I.P.) per la produzione di piombo tetraetile e mercaptani, che è continuato fino al 1973. Dal 1973 ad oggi è rimasta inutilizzata. Il sito, contaminato da piombo tetraetile, IPA ed altre sostanze organiche, confina ad est con la ditta Carbochimica, tuttora produttiva, che ha fortemente inquinato il suolo da idrocarburi e sta bonificando l'area ad ovest della C.I.P. mediante pompaggio di idrocarburi dalla falda freatica. Le aree site in località Vallicella, Formio, sedi di discariche dismesse di rifiuti urbani e speciali, ubicate in aree golenali, presentano inquinamenti da sostanza organica e metalli pesanti ed i fenomeni erosivi dello Stirone ne hanno parzialmente messo a nudo i rifiuti. L'area di S. Nicomede, contaminata dalle ceneri dell'impianto - Principali caratteristiche ambientali. La litologia superficiale dell'area è costituita da materiali mediamente permeabili (sabbie e limi). Morfologicamente il sito è collocato in una fascia di alta pianura, solcata da numerosi corsi d'acqua (torrente Stirone, torrente Rovacchia e canale Cavo Venzola). La falda superficiale è situata alla profondità media di 2,5 m sotto il piano campagna, mentre la falda acquifera regionale ha la profondità media di 5,0. La vulnerabilità della falda e dei corpi idrici superficiali presenti nell'area, l'esondabilità dei corsi d'acqua limitrofi, la collocazione nelle vicinanze del centro urbano di Fidenza, la tipologia e pericolosità degli inquinanti (piombo tetraetile, IPA) rendono lo stato di compromissione dell'area ad elevato rischio ambientale e sanitario Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di interventi di bonifica per le aree è stato stimato in circa 39 miliardi di lire. La bonifica dell'area Carbochimica, già in parte realizzata, trova la copertura finanziaria per il suo completamento all'interno delle economie disponibili nelle casse della regione Emilia Romagna derivanti dai finanziamenti PTTA 94/96 con l'erogazione di un contributo di 1,279 miliardi da autorizzarsi da parte del Ministero. I costi degli interventi più urgenti sono stimati pari a circa 17,7 miliardi.
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